
Diffusione ed effetti del Kantismo: orgoglio per l'autonomia, l'autodeterminazione, l'autosostentazione...ideale di un futuro di felicità se gli uomini iniziavano tutti a fare uso del dono di Dio, la ragione, grazie al progresso delle scienze e della tecnica.
I limiti di questo futuro illuminista sono tuttavia evidenti; il dualismo di corpo ed anima per esempio, dal quale non si riuscì a svincolarsi; il porre sempre più lontano nel futuro la realizzazione della felicità in terra portata dall'uso della ragione (che fiaccò l'iniziale attivismo).
L'illuminismo in Germania, appena affermato, fu, se non interrotto, trasfigurato; i poveri esempi del Liscow che polemizzava contro la mediocrità della sua epoca, e del Wolff, che al desiderio di progresso sostituì quello di ordine. Quando la scienza sembrava svincolarsi dalla teologia, Leibniz nel suo sistema riuscì a riconciliarle.
Ma quello che veramente limitò l'impeto illuminista fu quel vasto e multiforme fermento irrazionalista, di cui il pietismo non fu che un espressione. Tale spirito irrazionalistico, ribelle per sua natura, intimamente negativo, respingeva il dogmatismo della ragione come aveva respinto quello della religiosità ortodossa (è qui infatti che si fermano i possibili collegamenti fra pietismo e illuminismo; il primo è infatti a sfondo irrazionalistico, il secondo è il razionalismo in persona). L'illuminismo non accontentava né le aspirazioni mistiche, né quelle poetiche: esso limitava e condannava infatti i diritti della fantasia, dell'immaginazione (es. intuizione intellettuale in Kant). A partire dal preromanticismo, che gli contrappose quella irrazionalistica "sensibilità", l'illuminismo diventa sempre più antiquato, noioso, sinonimo di aridità sentimentale e freddezza.
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