Il pietismo costituiva un ritorno ad una forma genuina del luteranesimo, che pretendeva la lettura e l’interpretazione della Bibbia nelle famiglie; il movimento era appunto una reazione alla pedanteria delle forme cristallizzate della Chiesa. Un ulteriore passo in avanti nella secolarizzazione; la religione viene avvicinata alla vita reale; si parla di “religione del cuore”.
Le radici e i motivi vanno ricercati nel particolarismo tedesco, che considerava l’autorità centrale ecclesiastica alla stregua di quella politica: la prendeva come un male necessario, che andava accettato per mantenere l’ordine nella vita del fedele; ma contava appunto solo in questo senso di ordine formale; il contenuto vero erano le interpretazioni “private” che si facevano nelle conventicole.
Era appunto una privatizzazione del culto, un movimento che tendeva verso la dimensione privata.
Contrapposizione “Cuore” e “Forma”, “Chiesa del cuore” e “chiesa di pietra”; quest’ultima era necessaria per proteggere la chiesa del cuore, ma si temeva che il suo formalismo e il suo dogmatismo, compresa la sua organizzazione gerarchica, potesse inquinarla.
La contrapposizione di principio delle due chiese è manifestazione tipica di un’opposizione dialettica spirituale che ritroveremo spesso declinata in varie forme nel Settecento, e non solo; si intende la contrapposizione del sentimento Puro che, amorfo per sua intima essenza, si esplica soltanto fluendo liberamente dall’anima, e dalla forma Morta che, incanalando il sentimento, non può non inceppare ed anche arrestare il suo libero fluire.
venerdì 2 novembre 2007
Il Pietismo e l'Illuminismo fino al 1750
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