venerdì 9 novembre 2007


Bataille: “Gli uomini sono in pari tempo sottoposti a due movimenti (nei confronti degli dei): l’uno di terrore, che respinge, l’altro di attrazione, che comanda il rispetto affascinato. Il divieto e la trasgressione rispondono a questi due movimenti contraddittori: il divieto respinge, ma l’attrazione introduce la trasgressione. La proibizione e il divieto si oppongono al divino soltanto in un senso, ma il divino è l’aspetto affascinante del divieto: è il divieto trasfigurato”. Confrontiamo con il movimento di seduzione (dominio)/ venerazione di Goethe; vedremo una coppia analogica anche in Dostoevskij: orgoglio/umiltà. Notare che Bataille nella citazione parla della sfera del sacro, di dèi: anche Goethe si riferisce nel Prometeo, nel Faust sempre alla sfera sacra intesa come totalità, in un senso vicinissimo al concetto di continuità batailliana. L'equilibrio-saggezza di Goethe, la sintesi di uno tutto è proprio la circolarità fra l'individuo e l'Altro, fra il discontinuo e il continuo. Anche la grande fascinazione per Goethe per il desiderio di morte, non è altro che la seduzione della continuità (morte individuale) che ritroviamo in Bataille. Io vedo in Goethe l'inizio di quel riconoscimento del valore del lato oscuro, che ritornerà così frequientemente nella cultura successiva: penso al dionisiaco di Nietzsche, allo stesso cedere alla continuità di Bataille, all'eros-thanatos di Freud...

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