Nelle sue tragedie permane tutta la monotonia di Gottsched; egli comprese però la grandezza di Shakespeare, cercando di imitarlo. Nella motivazione della colpa Schlegel oscilla ancora fra la tragedia del destino e quella shakespeariana.
Da notare la riuscita energia e attività della figura di Ulfo in Canut; il coraggio di Ulfo è in realtà cosa settecentesca, è un bisogno di agire per sentirsi vivo ("nessuna sventura è più grande di essere morto ancora in vita") ed è un bisogno di agire contro la collettività, perché questa ammette soltanto quelle azioni che servono al bene comune. Ulfo è il primo eroe malvagio che infrange quel principio di ubbidienza dell'ordine sociale di cui abbiamo parlato sopra.
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