lunedì 5 novembre 2007

Gottsched. La precettistica della ragione. L'illuminismo reso accessibile alla borghesia.


Varò la riforma letteraria a Lipsia nel decennio 1730-1740. Gottsched seppe inculcare nei suoi contemporanei la convinzione che la correttezza del pensiero, della lingua e della metrica era non soltanto virtù necessaria, ma virtù somma del letterato.
Egli pretendeva la perfetta congruenza tra l'idea e l'espressione. La sua riforma risollevò la letteratura tedesca da un caos liguistico e formale. Essa epurò il teatro e specialmente la lingua da tutte le residue scorie del barocco. La sua riforma fu importante anche per le reazioni che suscitò: molti giovani poeti si riunirono in gruppi per riverndicare la sua pedanteria, e imboccarono quindi una strada più vicina alla spontaneità.
Questo linguaggio propugnato da Gottsched era pulito e liscio, caratterizzato dall'osservanza delle proporzioni logiche; questo linguaggio piacque per la sua novità, oltre che per la sua semplicità ed efficacia; però appare quasi subito anacronistico, perché condannava come oscurantismo le sfumature coloristiche e il chiaroscuro psicologico.

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