martedì 6 novembre 2007

I tre preclassici; Winckelmann e Hamann


Nella prima metà del 700 abbiamo visto lo svolgersi di tre correnti ideologiche ideologiche ed estetiche: del pietismo in prima linea; dell'illuminismo in sostanziale opposizione, ma spesso anche in nascosto intimo accordo con il pietismo; del rococò infine, applicazione edonistica o variante stilistica dell'illuminismo.
Nessuna di queste tre correnti ebbe un poeta rappresentante veramente notevole.
Gli anni 1750-70 sono invece caratterizzati da tre figure eccezionali, con cui quelle stesse tre correnti si ripresentano, esaurendo ora finalmente le principali possibilità che racchiudevano in sé. Klopstock, poeta dell'interiorità pietista, che si impose con il Messias, che durò incontrastato fino al Werther; Lessing, campione dell'illuminismo critico e battagliero, creatore del dramma borghese; contemporaneo a loro infine è Wieland, rappresentante più compiuto del rococò.
Vengono considerati preclassici perché anticipano i veri classici Goethe e Schiller.
Senza discussioni futili, i tre sono da considerare come i concretizzatori degli embrioni culturali del loro secolo, declinati nelle tre correnti di sopra; il che non toglie che Klopstock o Lessing proiettino le loro ombre ben più in là della fine del secolo, sullo Sturm und Drang soprattutto e sul romanticismo per quanto riguarda Klopstock, e sul realismo ottocentesco e moderno per Lessing.
Negli stessi due decenni, si presentò alla ribalta il propugnatore del gusto neoclassico Winckelmann; pochi anni dopo, fece sentire la sua voce Hamann, il padre dell'irrazionalismo tedesco; essi vanno ricordati assieme, perché il classicismo tedesco sarà non tanto continuazione dell'opera dei tre preclassici, quanto invece una sintesi del selvaggio irrazionalismo hamanniano e della apparentemente razionale grecofilia winckelmanniana.

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