venerdì 2 novembre 2007

Religiosità individuale e socievolezza religiosa

Stillen in land, i “mansueti della terra”; nel loro isolamento, dettato da questo ideale di fermezza, di placidità che non era spontaneo, ma piuttosto costruito, gustavano i sentimenti agrodolci di chi, costretto a vivere un’esistenza modestissima e mortificante, aveva l’anima piena d’infinita tristezza, ma anche d’ineffabili, dolcissime speranze; la pace della vita esteriore corrispondeva ai conflitti di quella interiore. Ma si cercava nello stesso tempo la compagnia di fedeli che si sentissero come loro ( cfr. il sympathein, ideale settecentesco di condividere gli stessi sentimenti). Ideale bucolico: vivevano in piccoli centri lontano dalle città corrotte. C’era un desiderio di trovare amici “particolari”, particolari cioè come loro; di trovare qualcuno di simile per “simpatizzare” e venerarsi (vedi sopra) a vicenda.

Il pietismo trionfò perché seppe diffondere la convinzione che l’individuo poteva considerarsi idealmente libero, anche se accettava in pieno la propria sudditanza religiosa e politica.
Concetto dello Schwärmen, deista, che vede nella natura una trascendenza; Goethe classico gli oppone l’accusa di non saper “vedere” la natura quale essa è nella sua divina realtà, ma di perdersi in fantasie e immagini trascendentali.

  1. Über den Wolken weht keine Wind ; pace come equilibrio fra la gioia e il dolore terreni, che poi ritroveremo in Goethe (Tersteegen)
  2. La lotta di pentimento e i sentimenti delle donne che vegliavano sul Cristo morto (Franche)
  3. L’umanità di Cristo; Cristo come uomo perfetto, modello. Dio non conta molto. Associazionismo nell’amore di Cristo, il “trifoglio”; gusto della liturgia e della magnanima nobiltà di colui che si abbassa perché tutti sono fratelli in Cristo. (orgoglio e umiltà). Sadismo e infantilismo. (Zinzendorf, nel ritratto a sinistra)

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