La prima consapevole affermazione dei valori etici e sociali della nuova piccola borghesia educata pietisticamente la abbiamo nel romanzo di Johann Gottfried Schnabel, Destini meravigliosi dei naviganti, edita anche sotto il nome di L'isola Felsenburg.
L'utopia è l'emblematica immagine della scissione netta (nonchè manichea) che caratterizza la visione del mondo pietistica; l'utopia è un regno di soli fedeli, di soli giusti (l'isola) lontana, chiusa al mondo, regno dell'umanità bestiale della corte.
Realmente il pietista ha come unico desiderio di non vivere in questo mondo, non mischiarvisi: l'isola dunque rappresenta uno spazio vergine, non inquinato, dove rifugiarsi definitivamente e escludere ogni contatto con l'esterno. E' insomma la stessa interiorità in cui si rifugia concretamente il fedele idealizzata oggettivamente in spazio.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento