mercoledì 7 novembre 2007

Lessing. La lotta per la libertà del pensiero e per la conoscenza oggettiva della realtà.

Iluminismo sostanziale, e sempre energico e votato all'azione. L'attività raziocinante del tendere verso la verità, anche la più trascurabile, era l'obbiettivo più alto dell'uomo.
Affermare il diritto e il valore della polemica. Attacchi contro ogni intolleranza. Divenne con ciò il più fervido campione della borghesia contro l'aristocrazia ed il clero.
Vedeva nell'inidpendenza morale il bene più prezioso della vita. Tensione faustiana verso la ricerca (fu il primo a redimere Faust).
Grande novità è la volontà di verità non solo nel campo del sapere, ma anche nella realtà che lo circonda.
Nessun tedesco del settecento aveva compreso e proclamato prima di Lessing che per comprendere se stsssi bisogna conoscere gli altri e bisogna essere capaci di ridere sinceramente dei propri difetti.
La decisione di conoscere per esperienza diretta il mondo rappresenta una svolta: svolta importante non tanto perché Lessing conobbe veramente il mondo, quanto perché soltanto conoscendo il mondo poté veramente conoscere sé stesso.
Il suo ripudio dell'introspezione della sua età, introspezione che aveva per presupposto l'ignoranza, oltreché il disprezzo, del mondo, fu quanto mai radicale; e soltanto per tale ripudio egli poté diventare il padre di ogni futuro realismo in Germania. Non vi è peraltro nessun residuo pietistico in Lessing. Egli si proponeva di pensare alla morte il meno possibile.
Lessing non possedeva un'ispirazione poetica, bensì un gusto della polemica, la gioia di scoprire la definizione perfetta, di trovare con il linguaggio artistico il modo di avvicinarsi sempre di più alla verità.

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