
In mezzo al'astratto lirismo introspettivo dei pietisti, uno spiraglio sul mondo della realtà fu aperto dalla contemplazione della natura che narra l'infinita potenza e bontà di Dio.
"Geh aus"; l'imperativo dell' uscire in opposizione al precetto mistico di chiudersi in sè (Gerhardt); da questo punto di vista va considerata la poesia settecentesca della natura, che si evolve dall'illuminismo (Brockes, Haller) ad un soggettivismo sempre più romantico (Gessner, von Kleist).
Brockes attua nella sua opera il passaggio dal barocco mistico al rococò illuministico. Egli contempla la natura da illuminista che sa molte cose, gode di quello che sa e vorrebbe sapere ancora di più; la osserva con la lente d'ingrandimento, guardando i più piccoli particolari, ma riconducendoli sempre teleologicamente a Dio (cfr. rococò).
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