martedì 6 novembre 2007

L'irruzione della realtà; il nuovo rapporto fra l'anima ed il mondo. La forma sonata

Nel mondo chiuso dell'introspezione pietistica, nel mondo astratto dell'illuminismo dogmatico faceva dunque irruzione finalmente la realtà.
Dopo quasi un secolo di pace almeno apparente, vi furono delle guerre reali: quelle di Federico II, che coinvolsero, con la coscrizione obbligatoria da lui istituita, gran parte dei tedeschi.
Vi era ora un mondo che né i pietisti né gli illuministi potevano più ignorare.
La borghesia sentiva i propri interessi distaccarsi da quelli delle caste; l'opera di Goethe segnerà il massimo sforzo di riconoscere il mondo, pur salvaguardando in pieno l'indipendenza morale e culturale dell'anima individuale. Al lato opposto Jean Paul, l'anti-Goethe, rappresenta la fase più acuta della crisi fra anima e mondo e si compiacierà di potenziare tale crisi con le risorse dell'ironia.
Immagine corrispondente della forma sonata: concordanza del raziocinio con l'immaginazione, mentre nella fuga il controsoggetto deriva dal soggetto principale, è un cambiamento "dall'interno" invece che "dall'esterno". Fra i due temi della forma sonata vi è un rapporto drammatico; il primo tema domina la composizione per il fatto stesso che è il primo; il secondo vuole stabilire nei suoi confronti una situazione di netto contrasto, vuole quasi eluderlo, dimenticarlo; vuole inserire almeno un dubbio in quell'altera sicurezza. Ma il suo destino è segnato in anticipo. Vi è in esso una condizione di inferiorità, un che di fragile che non potrà prevalere, ma lascerà sempre impresso nell'anima il profumo della nostalgia. Il contrasto può essere quello fra il tema ritmico ed il tema melodico, o fra il tema maggiore e quello minore; al tema gioioso e quello lirico; in Beethoven ritroviamo un forte tema ritmico, l'esigenza dell'azione, e arie cantabili, le dolci liriche effusioni dei sentimenti; sono gli stessi del principio di opposizione (volontà differenziatrice-individuale-ego) e di quello implorante (volontà mimetica di continuità-tutto) della concezione del sublime di Kant.

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