mercoledì 7 novembre 2007

Klopstock. "Der Messias".I. L'epos oratorio. Il poema della rigenerazione cosmica.


K. crea uno stile poetico nuovo, riferendosi alla bibbia e rivoluzionando lo stile biblico; con questo divenne padre della nuova poesia tedesca. Adotta l'esametro classico, ma non la misura classica; molto spesso contorto e spezzato, crea un continuo gioco di azioni e reazioni, una lotta cioè tra la forma e il sentimento.
La grandezza del Klopstock epico è nella grandiosità del suo verso che non rappresenta azioni o masse epiche, ma visioni inebrianti e vertiginose della potenza divina ammirata nel cosmo sterminato.
In tale dinamica grandiosità è il "barocco" klopstockiano, che può essere inteso rettamente solo se considerato non come un insieme di residui secenteschi, ma come uno stile nuovo, ispirato dalla rivoluzionaria passionalità con la quale K. si si sovrappone sin dal suo primo apparire al languido sentimento pietistico e preromantico. Klopstock non ricrea tanto il genere epico, quanto trasferisce in poesia il genere religioso dell'oratorio musicale.
Come nelle Passioni il Vangelo è sopraffatto dalle parti liriche (arie e corali) in K. l'elemento epico, la narrazione, manca quasi del tutto e si riduce ad un puro pretesto, come mancano personaggi epici, cioé attivi e caratterizzati con evidenti, univoci tratti personali.
Il coro degli Apostoli è identificato col coro dei lettori del Messias.
Per Klopstock la redenzione è superiore alla stessa creazione, perché ricrea il mondo in una bellezza definitiva, perfetta. Nell'universo rinnovato di K. non c'è più posto per l'inferno.
Vi è un Klopstock sublime e patetico, e vi è un Klopstock bucolico ed intimista che canta l'ansia di morte e la speranza di rinnovamento dell'anima individuale.
Terrore del giudizio che si avvicina, felicità del peccatore e del demonio che hanno ottenuto il perdono.
Il protagonista dell'inno non è tanto Cristo che redime l'umanità, quanto l'uomo che spera e ottiene la redenzione.

Nessun commento: