
Par.26: I generi letterari: il canto religioso, l'autobiografia e la lettera edificante
Il pietismo determina il clima sentimentale della seconda metà del '700: la formazione del romanticismo, quindi, che infatti è inteso sostanzialmente come lirismo introspettivo (poesia) e romanzo introspettivo (prosa).
Il pietismo in realtà rifuggeva la letteratura, considerata un Tand (frivolezza) al pari delle altre (teatro, conversazione...); l'unica espressione in questo senso erano i canti religiosi, intesi come atti di fede e confessione.
Questi però influenzeranno moltissimo tutta la successiva letteratura profana; tutta la grande lirica tedesca, ad esempio, da Klopstock a Holderlin, la fortunatissime letterature dei romanzi autobiografici e dei diari sentimentali.
Il filo conduttore che sviluppa quei canti religiosi in un così vasto frutto, va ricercato nel fortissimo lirismo religioso dell'ineffabile presente in essi. Tutti i poeti dovettero fare i conti con esso; a riprova di questa tesi, basta citare una significativa coincidenza: fra i grandi poeti del periodo, i due artisti meno lirici, Lessing e Schiller, sono gli unici rimasti immuni da influenze pietistiche significative.
L'autobiografia era inizialmente la relazione del fedele sul quotidiano esame di coscienza; la forma-lettera, invece, trattava dei problemi riguardanti l'intero gruppo.
Va ricercata anche qui l'origine dei difetti del romanzo di Sette-Ottocento; essi sono sostanzialmente tre:
- La mancanza dell'azione: scissione, assenza di contatto fra Io e Mondo. Le azioni dei personaggi sono arbitrarie e non derivano unitariamente dalla loro psicologia. L'individuo è inattivo ed è confuso nel gruppo che è generalmente invisibile.
- Incapacità di caratterizzare l'anima individuale: l'anima è senza nomi reali, è bensì un'astratta anima in sé; non è calata nel mondo concreto. Non è importante la determinazione dell'anima, è importante l'idea generale di questa.
- L'ossessiva tendenza pedagogica: una pedagogia non realista, che non mira a chiarificare (come per esempio faceva il romanzo psicologico francese), ma bensì ad insegnare una verità data, senza preoccuparsi tanto della dimostrazione; un'insegnamento quindi "forzato" verso le conclusioni dell'educatore, che è idealizzato in quanto non è umano, poiché ha sempre ragione. In questo possiamo intravedere l'intellettualismo negativo dei pietisti.
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