venerdì 9 novembre 2007

Lo slittamento del soggetto


L’erotismo è il modo in cui la morte entra continuamente nell’essere, in una lotta- danza quotidiana che si svolge sempre sotto i nostri occhi, il più delle volte ignari.
Il meccanismo fondamentale dell’erotismo è un masochismo dell’essere che si infligge continuamente dei colpi quasi mortali, conservando in sé solo ciò che è necessario per osservare quanto in lui muore facendosi oggetto (coscienza—vedi amore e coscienza, la meraviglia platonica che non è altro che erotismo).
Più precisamente il soggetto subisce uno slittamento: indietreggia per perdersi quasi completamente, per guardarsi mentre perde.
“L’essere si smarrisce oggettivamente, ma allora il soggetto si identifica con l’oggetto che si smarrisce” (Bataille).
Vi è qui un vero e proprio sdoppiamento del soggetto, che ha una funzione puramente erotica. L’orgasmo narcisistico del vedersi come oggetto è evidente. Tutto il procedimento provoca un piacere istantaneo: il momento del farsi oggetto consapevolmente, della coscienza della morte, al quale è subordinato tutto questo “lavoro” di movimento da parte del soggetto.
Ad esempio nell’atteggiamento romantico, affine a quello mistico, ritroviamo una spiccata propensione per l’erotismo sentimentale: si vuole continuamente osservare se stessi nel momento in cui ci si perde, rapiti da un sentimento (estasi kunderiana—da esaminare poi i collegamenti palesi che si dovranno motivare con la ripetizione ipnotica); per esempio la volontà di sentirsi triste, senza speranza (la compassione di se stessi come uno status ricercato, ad esempio, messa a nudo nelle Memorie di Dostoevskij), l’esaltazione che sfocia nell’esternazione all’altro di tutti i sentimenti negativi, in generale della sofferenza (la musica sempre più conquistata dalle armonie minori, cupe: solo quella sembra vera musica; il perdersi nella sofferenza così dolce nella musica di Chopin, coronamento di questa tendenza). Il romantico subisce l’onnipresenza del tarlo narcisista, che lo mina nelle sue pretese, nelle sue fondamenta e sembra configurarsi come il suo vero scheletro.
Il processo è sempre controllato: è il compiacersi di questa morte in vitro, di questo perdersi quasi completamente che ci palesa il carattere erotico dell’atteggiamento.
Tutto l’immaginario romantico-sentimentale (ma in quell’aspetto del romantico che è universalmente e originariamente umano, che ha trovato cioè nel romantico solo un suo estremo) è sempre ipnotizzato dall’erotismo del soggetto padrone che si nega per poi ritrovarsi mutato, che si distrugge e risorge (dialettica hegeliana).
La dialettica hegeliana è una perfetta teoria (significativamente inconsapevole) del meccanismo erotico.
Si è parlato generalmente di erotismo; è doveroso qui precisare che si tratta di autoerotismo.In Whilelm Meister ritroviamo lo stesso piacere nel “muoversi su e giù del soggetto”—una definizione che renderebbe giustizia all’eroticità della speculazione hegeliana—che avviene nei continui slanci (unità primaria), errori (morti) e conseguente maturazione (fase successiva dell’apprendimento, unità secondaria, sintesi). È innegabile l’aspetto autoerotico dell’apprendimento, dell’educazione in generale, in cui l’Io muore per adottare qualcosa che era esterno, che era oggetto.

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